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Habitée

Una casa segnata dal tempo, nel cuore del Belgio. Non da cancellare — da riscrivere. Preservando la memoria, costruendo il contemporaneo.

Habitée

Una casa segnata dal tempo, nel cuore del Belgio. Non da cancellare — da riscrivere. Preservando la memoria, costruendo il contemporaneo.

Habitée

Una casa segnata dal tempo, nel cuore del Belgio. Non da cancellare — da riscrivere. Preservando la memoria, costruendo il contemporaneo.
Tipologia
Residenziale
Superficie
176 m²
Città
Bruxelles
Anno
2026

Il passato come fondamenta, non come vincolo.

Dopo anni in viaggio, una giovane famiglia ha scelto di fermarsi. La casa che hanno trovato portava con sé i segni del tempo: il marmo a ottagoni dell’ingresso, il parquet a spina di pesce nel soggiorno, il camino, gli infissi bianchi. Elementi tipici della casa belga, carichi di storia e di carattere.

La scelta progettuale è stata netta: non cancellare, ma dialogare. Tre superfici guidano l’intero progetto — il marmo e il parquet che custodiscono la memoria, la resina contemporanea che introduce il contrasto. Da questo dialogo nasce un interno che sa dove è stato e sa dove vuole andare.

Dettaglio del progetto di interior design Habitée Dettaglio del soggiorno del progetto di interior design Habitée
“Abbiamo preservato tutto quello che raccontava qualcosa. E costruito attorno a quei dettagli un linguaggio nuovo, capace di parlare la stessa lingua.”

— Pialorsi Interior Workshop

Studio materico

Resina continua, legno naturale, marmo Calacatta e blu intenso. Tre superfici che custodiscono la memoria, una che introduce il presente.

Moodboard materiali
Tortora Chiaro
Azzutto Polvere
Avorio Perlato
Blu Intenso

L’ingresso racconta subito il principio del progetto: il pavimento originale a rombi è stato preservato, la scala — deteriorata — rivestita in resina per introdurre un segno più attuale. Pareti e soffitto uniformati in una tonalità calda accolgono la luce della plafoniera Notredame di Karman, elemento scenico e centrale. Il passato e il presente si stringono la mano ancora prima che si salga al piano superiore.

La cucina era un ambiente chiuso, separato dal living da una parete. È stata abbattuta. Gli impianti rifatti, il pavimento rifatto, i volumi ridisegnati in cartongesso. Il risultato è un openspace luminoso e fluido in cui la resina crea continuità e la cucina Arrital introduce una pausa materica: colonne e basi perimetrali in legno, top Calacatta e isola centrale laccata opaca in perfetta continuità cromatica con il pavimento. Il piano in ceramica monocolore rafforza l’effetto monoblocco — come se il volume emergesse direttamente dalla resina. L’isola si prolunga in un tavolo snack chiuso da una stondatura e da un gambone cannettato, completato dagli sgabelli Midj in velluto.

Il living parte da un’idea precisa: creare spazio per le relazioni. Il parquet originale a spina di pesce è rimasto al suo posto. Al centro, il divano Metis di Saba struttura l’ambiente e orienta lo spazio a seconda delle situazioni — conversazione, relax, affaccio al giardino. La tv trova posto in un volume in cartongesso leggermente staccato dalla parete, ingentilito da tre cornici. A contrasto con il parquet, il tavolo tondo in resina richiama la matericità della cucina e chiude il cerchio compositivo.

Al piano superiore il corridoio è stato completamente rivisitato: resina continua, armadio rivestito con carta da parati tessile moiré — un forte richiamo agli anni in cui è nata la casa — e di fronte uno specchio grande quanto l’insieme delle ante che lo riflette e amplifica. Faretti incassati oro e una luce scenografica nel vano scala accompagnano i passaggi con discrezione.

Il bagno gioiello è il colpo di scena dell’ingresso: il blu intenso avvolge le pareti e definisce l’identità dello spazio prima ancora che si entri. Una nicchia preesistente, riprogettata nelle proporzioni, accoglie un mini lavabo sospeso ed è incorniciata da piastrelle cannettate che esaltano la verticalità. La carta da parati floreale riveste le ante della cappottiera nell’antibagno e ritorna sopra il wc, creando un dialogo continuo tra i due ambienti. I dettagli oro illuminano la palette e si legano al pavimento originale a rombi — una superficie carica di storia che nessuno ha voluto toccare.

Il bagno padronale chiude il progetto con lo stesso rigore con cui è iniziato. La resina avvolge lo spazio e su questo fondo uniforme si inseriscono il mobile in legno, la carta da parati floreale all’interno della doccia e i dettagli in ceramica rigata, ripresi nel muretto del wc e nelle nicchie. Il grande top in continuità ospita i due lavelli integrati, accompagnati da specchi ad arco con illuminazione dedicata. Uno spazio ristretto che diventa esperienza sensoriale.

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